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Peninsula Swimwear, la linea di costumi da bagno sostenibile ispirata alle maioliche

La parole pattern è molto abusata nel mondo della moda, eppure esistono brand che riescono a dare un senso vero ai concetti che usano, come ad esempio Peninsula Swimwear il brand di costumi da bagno da uomo (ma non solo, visto che alla collezione dei costumi si affianca quella dell’abbigliamento creando camicie, pantaloni, sahariane, polo e accessori tra cui le espadrillas e in futuro ci saranno anche collezioni da donna) che basa la propria ricchezza di offerta proprio su un archivio di pattern ispirati alle maioliche della costiera amalfitana e alla sua ricchezza più grande: il mare. Quest’ultimo elemento, è il vero ambiente naturale in cui il fondatore del brandi Edoardo Pasolini, si sente a proprio agio ed è per questo che l’elemento acqua domina in ogni capo creato, anche nella parte produttiva, visto che Edoardo è un imprenditore che crede nella sostenibilità e cerca di supportare il mare in ogni modo possibile.

Consapevolezza e human factor

“Quella a cui puntiamo è una consapevolezza etica ed estetica per fare in modo che i nostri prodotti siano il più sostenibili possibili (ndr l’azienda sta seguendo il percorso per diventare una BCorp). Per questo ci affidiamo nella produzione all’uso di texture riciclate e sostenibili e interamente sostenibili, come il lino 100%, che rendono la malleabilità della materia la complice perfetta per disegnare un’italianità da ricordare. E, soprattutto, da indossare”.

Il fondatore, Edoardo Pasolini

L’azienda che ha sede a Roma pone molta attenzione non solo alla sostenibilità dei prodotti e a non inquinare soprattutto i mari, ma anche alle persone che lavorano per il marchio:

“In azienda siamo, al momento in pochi ed è relativamente semplice porre attenzione alle esigenze delle persone. Siamo in cinque, sicuramente più donne che uomini, rispettiamo il lavoro delle persone e tre giorni su cinque lavoriamo in smartworking” ci tiene a sottolineare Edoardo

Nel frattempo l’azienda sta lavorando anche a una collezione invernale, grazie anche alla velocità con cui sta raddoppiando il numero dei negozi che distribuiscono in Italia i costumi e i capi di abbigliamento. Oltre a un corner stagionale, l’azienda sta pianificando l’apertura per il prossimo anno di 3 negozi

La filiera produttiva

I costumi e i capi firmati Peninsula Swimwear sono prodotti sul territorio italiano. L’azienda, del resto, punt a diventare 0 footprint nei prossimi anni, quindi desidera non solo creare prodotti, ma anche valore. Un messaggio che è condiviso dai clienti del brand, una generazione giovane di consumatori che amano il mare e sposano fin dalla nascita una filosofica green (in questo caso blue).

“I nostri capi sono in lino che è un filato al 100% organico e per questo, se venisse disperso in mare, sarebbe comunque riassorbito. La microfibra è riciclata. Le stampe le facciamo a Lambrugo, mentre la façon è a Latina. Inoltre, non ci limitiamo alla produzione: cerchiamo di essere attivi anche nella pulizia delle spiagge. Supportiamo società onlus come Marevivo e stiamo per lanciare degli NFT per raccogliere soldi a favore di Ocean found” ha ricordato Pasolini.

Infine, l’azienda si affida a certificazioni come Better Cotton Initiative, Oeko Text Standard 100, Gots e Textile Exchange. A occhio, l’azienda non avrà difficoltà a diventare una BCorp.

(a cura di Viviana Musumeci, founder di Gaiazoe, il lifestyle blozine dedicato alla sostenibilità)

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