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Riusciremo a passare all’elettrico entro il 2035?

Una transizione annunciatissima che però fa ancora fatica a decollare

Uno sguardo complessivo su come sta procedendo il salto dal motore a scoppio a quello elettrico in Italia con i suoi vari aspetti positivi e le sue criticità

L’anno scorso l’Italia ha accolto la linea dell’Unione Europea sull’elettrificazione totale della mobilità privata entro il 2035. Allo stesso tempo l’espansione della rete di stazioni di ricarica elettrica è aumentata in velocità. Nonostante la pandemia che ha avuto un immenso impatto sulla velocità dei lavori, secondo il rapporto di Motus-E la crescita annua del numero di stazioni di ricarica è salita quasi del 50%. Un dato veramente impressionante, che presagisce una vera possibilità di avere un’infrastruttura di ricarica pronta per il salto verso l’elettrificazione della mobilità.

Anche le compagnie e i grandi conglomerati del mondo automobilistico stanno facendo grandi passi avanti nello sviluppo e nella progettazione di vari tipi di veicoli elettrici. Tesla ormai sta piano piano perdendo il suo posto di leader nel settore dei veicoli elettrici, specialmente dopo il successo della Rivian e del debutto sul mercato della Ford F-150 lightning, che vanno a spopolare mercato dei grandi pick-up che fino a poco tempo fa era considerato estremamente restio l’elettrificazione. Tra le grandi aziende che stanno lavorando a progetti di elettrificazione veramente imponenti abbiamo anche il conglomerato Stellantis, di cui fanno parte 14 case produttrici importantissime tra le quali la FIAT, la Chrysler, la Peugeot e la Opel, solo per citarne alcune. Stellantis ha infatti presentato un ambiziosissimo progetto di elettrificazione di intere gamme di veicoli a 4 ruote, che mira allo sviluppo di 4 piattaforme di veicoli elettrici, che andrebbero non solo ad eguagliare, ma addirittura a superare le performance e l’autonomia di veicoli con motore endotermico.

Rendere i veicoli elettrici più accessibili e più versatili verrà sicuramente facilitato dalla prossima introduzione di nuove celle a polimeri di litio con maggiore densità energetica da parte della Panasonic. Anche l’utilizzo di nuovi materiali come il grafene che permetterà di creare batterie flessibili, con più capienza e capaci di essere ricaricate più velocemente sicuramente sarà di enorme impatto.

Un elemento fondamentale del processo di elettrificazione del trasporto privato è sicuramente l’educazione dei consumatori. Fortunatamente anche in questo ambito ci sono già iniziative che cercano di convincere i cosiddetti “NO WATT” al cambiamento. Un esempio ben mirato è sicuramente il percorso formativo per le concessionarie della Land Rover e la Jaguar volto a smentire 20 fake news sui veicoli elettrici utilizzando dati comprovati, ma in forma leggera e discorsiva.

Nemmeno il mondo delle due ruote rimane indietro a mangiare la polvere, anche se non è vincolato dagli stessi obblighi delle 4 ruote. Un esempio sono sicuramente le varie piccole compagnie come Energica o Zero Motorcycles che offrono delle moto elettriche dalle performance e dal design veramente accattivante. Anche le grandi compagnie stanno volgendo lo sguardo verso una mobilità a zero emissioni come la Kawasaki, la quale ha annunciato che entro il 2035 avrà una gamma di sole moto elettriche ed ibride.

Purtroppo per via dei costi ancora elevati per molti passare veicolo a motore elettrico risulta ancora impossibile e rimarrà così ancora per tantissimo tempo. Per altri un motore endotermico resta ancora l’unica soluzione per via della poca autonomia e lungo tempo di ricarica, che ha un’auto o una moto elettrica in confronto ad un veicolo a combustibile fossile. Anche in questo caso però esiste una soluzione: carburanti sintetici a zero emissioni, sviluppati dalla Porsche. Questo tipo di combustibile creato attraverso l’estrazione di gas CO2 dall’aria renderebbe i motori a scoppio un’opzione sostenibile dal punto di vista ambientale ancora per svariati anni. Ciò permetterebbe a moltissime persone in più di limitare le proprie emissioni mentre piano piano transitano verso il motore elettrico.

Prendendo in considerazione tutti questi elementi siamo sulla buona strada verso una mobilità green, ma rimane ancora un enorme fattore di cui si parla poco in questo ambito, ovvero l’infrastruttura energetica stessa. Nel 2021 abbiamo assistito ad un immensa crescita nella richiesta di energia elettrica, che con le fonti di approvvigionamento odierne non sarà sostenibile a lungo. Se vogliamo essere veramente eco sostenibili nello spostarci con i nostri veicoli dobbiamo anche pensare a come alimentare tutta la tecnologia che diventa sempre più elettrificata.

(articolo di Jan Rzepka, green ambassador IED)

Fonti

https://www.ilsole24ore.com/art/auto-elettriche-e-reti-ricarica-com-e-situazione-italia-ADDigem?refresh_ce=1

https://www.hdmotori.it/auto/articoli/n550429/colonnine-ricarica-auto-elettriche-2021-motus-e/

https://www.leaseplan.com/it-it/news-auto/sostenibilita/colonnine-elettriche-italia/

https://www.stellantis.com/en/technology/electrification

http://motori.tiscali.it/news/articoli/mobilita-sostenibile-jaguar-land-rover-lancia-progetto-ducation

https://www.insella.it/news/kawasaki-ninja-250-la-prima-ibrida-in-arrivo-162009

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