Fashion

Birkenstock Vs Dansko? Quali le più sostenibili? Quali le migliori secondo Gaiazoe

Entrambi fenomeni delle calzature ugly chic, indossate in maniera informale, ma terribilmente fashionable, queste calzature piacciono anche a chi è sostenibile. Ma chi tra i due lo è di più?

Diciamo la verità: i gusti cambiano e ciò che era brutto oggi può essere considerato bello o di moda o di stile. Se doveste chiedere a un uomo medio, probabilmente, a proposito di entrambi i modelli direbbe che sono entrambi ammoscia sesso, ma la verità è che noi donne, ormai (fortunatamente) vestiamo per noi stesse e non per essere oggetti sessuali agli occhi degli uomini (o meglio, quando accade, siamo noi a deciderlo) e allora oggi, Gaiazoe non ha potuto evitare di fare un confronto tra due modelli di calzature: le prime conosciute a livello mondiale, originarie della Germania, diventate sinonimo di calzatura aperta informale ma di lusso, soprattutto dopo che l’azienda è stata acquistata da LVMH (che attualmente ne detiene il pacchetto di maggioranza); le seconde, meno popolari, nate dall’idea di una coppia di americani e ispirate alle clogs dei paesi nordici che assicurano comodità, ma che stanno diventando sinonimo di ricercatezza informale e di conoscenza e informazione da parte del consumatore.

Stiamo parlando di Birkenstock e Dansko.

La storia di Birkenstock e di Dansko

Birkenstock

E’ un brand con una lunga storia alle spalle, qualcuno parlerebbe persino di heritage, infatti l’idea nasce dall’intuizione di Johann Adam Birkenstock nel 1774. Quest’ultimo era un calzolaio di Langen Bergheim in Assia in Germania e diede il via alla dinastia di calzolai che ha visto in Konrad Birkenstock il creatore e produttore di solette flessibili che vendeva nelle sue due botteghe di Francoforte (1896)

Non solo: Konrad, da esperto qual era nel suo settore, era uso tenere conferenze specialistiche relative alle sue idee sui vantaggi deall realizzazione della scarpa “plastica” su misura e per questo stipulava molti contratti di licenza per produrre le scarpe con il plantare, cosa che lo portava a viaggiare, non solo in Germania, ma anche in Austria.

Si deve a Carl Birkenstock nel 1932 la creazione del sistema Carl Birkenstock che formava anche più di 5000 esperti a settimana. Una autorevolezza che proveniva dalla sua propensione al business e dalla esperienza ereditata dagli avi. Un metodo, quello di Birkenstock che portò alla redazione di un manuale “Ortopedia del piede -Sistema Carl Birkenstock” (pubblicato in tiratura di 14.000 copie) in cui presentava la sua idea di Camminata naturale (trittspursystem o sistema orma) e di calzature ideate per la salute del piede.

La data che segna l’inizio dell’attenzione all’ambiente da parte dell’azienda è il 1988, quando per la prima volta l’azienda utilizza le colle ecologiche per la produzione di scarpe, mentre due anni dopo l’azienda riduce del 90% il consumo energetico di oltre il 90%, tutto questo indica che l’azienda si approccia alla sostenibilità da tempi non sospetti.

Dansko

La storia di Dansko è, indubbiamente, più recente (1990), ma non meno interessante di quella di Birkenstock. Soprattutto parte già dall’idea di creare calzature in armonia con l’ambiente. L’idea viene da una coppia di marito e moglie americani Peter Kjellerupe e Mandy Cabot che, durante un soggiorno di vacanze in Europa, acquista un paio di zoccoli o clogs molto comodi comprendendo subito come un paio di calzature confortevoli per il piede potessero letteralmente cambiare la vita di chi li indossava. Ed è così che, apportando alcune innovazioni, creano il loro primo paio di Dansko. La produzione, seppur piccola, va via via crescendo e, grazie al passaparola, prima tra amici, poi tra sconosciuti che diventano clienti, il fenomeno Dansko, quello degli zoccoli “ugly chic” diventa virale e tocca diverse parti del mondo. I materiali di prima categoria, la struttura solida, l’ecletticità (hanno la caratteristica di poter essere indossati, anche a piede nudo, in qualsiasi stagione ed essendo molto duraturi nel tempo, risultano praticamente indistruttibili).

Dansko è un brand che sta dalla parte della salute e infatti è usato, in primis, ma non solo, dal professionisti che trascorrono in piedi la gran parte della giornata.

Il mondo delle calzature offre numerose proposte per  rendere la vita più semplice.  Nella vita di tutti i giorni, sono le “comfort shoes” che cerchiamo. Scarpe comode, confortevoli, funzionali da indossare sempre. Dansko è una scelta popolare per i professionisti del lavoro come medici, infermieri, cuochi, insegnanti, o chiunque passi la maggior parte della giornata in piedi. Le tomaie in pelle seguono le linee naturali del piede; le solette sono in pelle traspirante ed ergonomica. Il tacco è lievemente rialzato e abbinato a una suola a dondolo che riduce lo stress della gamba e dei muscoli della schiena. Infine, la suola assorbe gli urti e ha una maggiore resistenza allo scivolamento

Confronto tra la sostenibilità di Birkenstock e di Dansko

Le caratteristiche che rendono il marchio Birkenstock sostenibile sono le seguenti:

  • Sughero naturale che è un materiale naturale e riciclabile. Una materia prima che può essere raccolta più volte perché ricresce più volte, quindi può essere raccolto senza arrecare danni all’albero.
  • Colla ecologica a base di acqua. Si tratta di una colla solubile in acqua, priva di solventi nel processo produttivo.
  • Gomma liquida che, nella produzione dei plantari serve come legante naturale.
  • Stabilizzatore naturale con materie come la iuta che è una materia prima rinnovabile.

Le caratteristiche che rendono Dansko sostenibile sono:

  • Dansko è una B Corp dal 2007 e fin da subito è nata come azienda con l’obiettivo, non solo di fare scarpe che portassero qualità nella vita delle persone, ma anche nella vita dei lavoratori. Tra le certificazioni dell’azienda spicca il LEED che attribuisce qualità sostenibili agli edifici, in particolare alla sede centrale e al centro di distribuzione. Anche Delaware Valley Green Building Council e l’American Sustainable Business Council hanno riconosciuto il grande impegno in ambito ecologico di Dansko.
  • creazione della Dansko Foundation, ovvero di una società senza scopo di lucro, fondata nel 2003 con l’obiettivo della filantropia, del volontariato e delle fondazioni per la creazione di sovvenzione. La Fondazione è composta da dipendenti Dansko, a cui vengono concesse 20 ore di ferie retribuite all’anno con cui fare volontariato. Non solo: Dansko fa anche una donazione di beneficenza pari allo stipendio del dipendente per le ore in cui un dipendente si è offerto volontario.

Quali dei due brand, Birkenstock e Dansko, è più sostenibile?

Se prendiamo come parametri di riferimento il coté prettamente ecologico, entrambe le aziende hanno un buon approccio all’ambiente.

E’, però, il coté umano, lo human factor e il dna prettamente filantropico di Dansko, che a noi di Gaiazoe piace di più perché ci ricorda che i prodotti della moda sono fatti da persone per persone. Quindi, per noi, vince Dansko.

(a cura di Gaiazoe, il lifestyle blog dedicato alla sostenibiltà e all’ecologia)

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