Fashion

Anche Camonilla cammina sul sentiero della sostenibilità

L'azienda fashion lavora sulla propria sostenibilità puntando su 4 pilastri.

Lo sappiamo, lo scriviamo da tempo: la moda è il settore merceologico tra i più inquinanti in assoluto. Nella produzione di emissioni di cO2, nell’uso di plastica, nell’iper produzione di capi e accessori che rimarrano invenduti, nella stagionalità che spinge alla creazione di numerosi prodotti in tempi sempre più rapidi e intervalli più ridotti, nello sfruttamento delle risorse umane.

E’ anche vero che sempre più aziende in vista della realizzazione dell’agenda 2030 dell’Onu, lavorano per essere sempre più virtuose e sostenibili. Una di queste aziende è Camomilla Italia.

Camomilla verso la sostenibilità

I punti cardine su cui si basa Camomilla per inquinare meno sono quattro:

  • la riduzione del consumo di plastica;
  • la differenziazione dei rifiuti;
  • la sensibilizzazione dei dipendenti sui temi della sostenibilità ambientale e la volontà di allungare la vita del prodotto riducendo la produzione.

In particolare l’azienda ha lavorato realizzando interventi strutturali che comprendono l’installazione di erogatori con depuratori d’acqua per eliminare il consumo della plastica , l’adozione di sistemi di monitoraggio dei consumi aziendali attraverso l’utilizzo della stampa protetta per ottimizzare lo spreco della carta, la selezione di parte dei materiali utilizzati nelle attività di ristrutturazione dei negozi in base a criteri di sostenibilità e l’utilizzo di materiale ecosostenibile per la realizzazione di allestimenti presenti nei punti vendita. I classici cataloghi cartacei lo scorso anno sono stati sostituiti con quelli digitali.

Attenzione ai fornitori

Anche per quanto riguarda la scelta dei fornitori, Camomilla ha optato per coinvolgere aziende che abbiano la stessa visione e che garantiscano un buon livello di qualità del prodotto, pur seguendo precisi standard ambientali, etici e di sicurezza.

La scelta dei fornitori, infatti, ha un impatto ambientale poiché solo per la produzione della collezione della stagione p/e 2021, l’azienda ha usato il 28% di materiale naturale ( il lino, la paglia, il cotone, la seta, il bambù, la carta, la tela, e la raffia). Dalla stagione autunno/inverno 21/22, Camomilla introdurrà ReMix, la prima collezione di upcycling andando a inserire i capi invenduti in collezione e riducendo, cos’ il 20% della produzione.

Le certificazioni in uso e il packaging

Per la realizzazione delle etichette interne dei capi MADE IN ITALY viene utilizzato il raso riciclato con GRS certificato, inoltre parte delle stampe acquistate sono dotate di certificazione GOTS (Global Organic Textile Standard).

Camomilla Italia ha riprogettato, infine, le confezioni dei capi aumentando fortemente l’uso delle materie prime riciclate, oltre alle confezioni totalmente riciclabili. I packaging Camomilla Italia optano infatti all’utilizzo di materiali riciclati, puntano verso la riduzione o quasi totale eliminazione dell’uso della plastica, l’inserimento di polybag compostabili, la scelta di soluzioni 100% riciclabili o riutilizzabili.

Grazie a questo impegno, Camomilla la scorsa settimana è stata ospite della Green Week che ha avuto luogo a Parma dal 5 all’11 luglio.

(a cura di Gaiazoe.life, il blog dedicato al lifestyle sostenibile)

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