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L’inquinamento dei laghi in Italia 2021: la situazione del Lago di Como

Il lago di Como ha da poco riaperto i battenti. I grandi alberghi situati sulla costa comasca e nel cosìddetto triangolo lariano stanno tirando a lucido (e igienizzando) spazi in comune, piscine, campi da tennis e camere nell’attesa che il turismo si risvegli, un po’ come La Bella Addormentata nel Bosco, da un lungo sonno detto anche lockdown da Covid. Molti dei grandi hotel hanno inaugurato nuovi spazi, hanno ristrutturato quelli già esistenti dandosi una ripassata di make up (Villa Lario a Pognana), investono nella comunicazione per raggiungere, soprattutto, la stampa italiana, ma se possibile, anche quella straniera nel tentativo di veicolare un word to mouth più a portata di mano (ad esempio i professionisti milanesi che, avendo inaugurato la stagione dello smart working possono tranquillamente trasferirsi al lago a lavorare seguendo ritmi più umani, come nel caso del Filario Hotel a Lezzeno). Il Grand Hotel Tremezzo ha inaugurato un nuovo ristorante sul livello del lago sulla spiaggia di fronte all’albergo: per l’occasione lo storico Giacomo ha aperto il Giacomo al Lago e, come sempre, per questo gioiello di albergo, si prevedere un grande successo (a proposito: si celebrerà, come ogni anno a luglio con un grande evento, il compleanno del Ght? Chi vivrà, vedrà). Per non parlare poi delle piccole strutture che, dopo aver investito in questi mesi molti soldi al fine di rendere il soggiorno degli ospiti più sicuro, riaprono i battenti confidando in una stagione migliore rispetto a quella del 2020. Il lago di Como è sempre stato molto apprezzato dagli stranieri, si sa, in particolare, dagli americani e dai nord europei: gli italiani in termini culturali non considerano troppo la possibilità di trascorrere le vacanze al lago, tipo quelle lunghe una settimana, poiché siamo un popolo dedito alla passione per il mare, ma alcuni giorni, anche un week lungo, possono fare per il caso di tutti.

Il Lago di Como è inquinato?

La situazione dei laghi in Italia è drammatica. I riflettori sono, quasi sempre, accesi sul mare e gli oceani (e va benissimo così), ma spesso nei nostri territori ci dimentichiamo delle fonti d’acqua che abbiamo più vicine, quindi, fiumi e laghi di ogni forma e dimensione. Anche i laghi, come i mari, contengono, purtroppo microplastiche. Non solo: proprio perché l’attenzione è meno pressante su queste tipologie di risorse idriche, in generale, proprio nei laghi e, anche lungo le coste, vengono dispersi materiali di ogni tipo. I sub che esplorano i fondali trovano di tutto: in primis gomme di auto e moto (nel 2015, durante una pulizia del fondo a opera di Lega Ambiente, vennero trovati sul fondo all’altezza della località Moregallo sul versante che conduce da Lecco a Bellagio, 250 gomme di auto. Impressionante se si pensa alla tossicità di questo materiale che viene rilasciato in zone normalmente affollate durante l’estate da villeggianti e gente locale alla ricerca di fresco e relax). Sul fondo del Lago di Como si trova anche altro: le carcasse di imbarcazioni affondate e mai recuperate, statue (a Moltrasio), ma anche veri e propri paesaggi subacquei degni di film horror o del Bansky di Dismaland prima di Onno dove i subaquei esperti vanno a divertirsi tra imbarcazioni, elettrodomestici e persino mobili abbandonati sul fondo (divertirsi, è chiaramente, ironico). Il lago, infine, accoglie su tutto il suo territorio fiumiciattoli, corsi rivoli e torrenti di ogni genere che non sempre sono sinonimo di purezza e limpidezza. Anche nei laghi avvengono, infine, riversamenti inquinanti per non parlare del gasolio delle imbarcazioni che permangono nell’acqua.

La sostenibilità sul lago di Como fa rima con lusso

Tuttavia anche sul lago di Como, un po’ alla volta, i grandi nomi dell’ospitalità lacustre si stanno dotando di postazioni di ricariche elettriche che, con il passare del tempo, diventeranno sempre più attive, grazie anche al miglioramento culturale su questo versante ed è incomiabile che la mobilità elettrica venga incoraggiata, visto anche il livello socio economico degli ospiti stranieri che su questo sono particolarmente esigenti e preparati. Da qualche anno la storica azienda delle imbarcazioni Ernesto Riva si sta dotando di una flotta di imbarcazioni che mantengono il proprio prestigio storico, ma contemporaneamente, sono dotate di estrema contemporaneità e dotate di motore elettrico: non è un caso che i grandi alberghi si siano dotati di queste barche per poter consentire agli ospiti spostamenti green anche sull’acqua. Gli alberghi sempre più spesso si fanno portavoce di questa esigenza in termini pratici, invitando i propri ospiti a ridurre gli sprechi, ma anche in termini gastronomici puntando sulla materia prima a chilometro zero, possibilmente di origine biologica o biodinamica.

Ma il lago rimane il vero punto poiché pur non essendo troppo balneabile in alcuni punti a causa dell’eccessiva profondità, rimane, tuttavia una risorsa turistica per ogni ramo e valorizzarlo significa anche tenerlo pulito.

La Goletta dei laghi 2020 e l’anno che verrà (ovvero il 2021)

Lo scorso anno ad agosto, Lega Ambiente ha diffuso i dati relativi al monitoraggio di 28 bacini lacustri raccolti dalla Goletta dei Laghi in 11 regioni italiane e anche il Lago di Como appariva tra questi. In generale è risultato che su 102 prelievi per le analisi microbiologiche il 28% di questi è risultato oltre i limiti di legge. Inoltre, in generale è risultato che molti laghi sono risultati con bariche batteriche oltre i limiti di legge eppure le autorità competenti li hanno classificati come balneabili.

Sempre secondo la Goletta dei Laghi dello scorso anno, il Lago di Como è risultato inquinato a prova di campanilismi: in particolare le zone che sono risultate più affette da batteri e per questo non balneabili sono le seguenti: la  foce del torrente Cosia in località Giardini a Lago nel Comune di Como; ma sono risultati dentro i limiti di legge gli altri punti. Sulla sponda lecchese torna anche qui ad essere giudicato “inquinato” il punto presso la foce del torrente Inganna nel Comune di Colico e la foce del torrente Meria, nel Comune di Mandello del Lario, tornato ad essere giudicato come “fortemente inquinato” dopo anni.

“Fortemente inquinato” anche la foce del torrente Caldone, nel Comune di Lecco, sul lungolago.

“Inquinato” anche il punto alla foce del torrente Gallavesa nel Comune di Vercurago.

Insomma il turismo dei grandi Paesi esotici mete di fughe per raggiungere acque cristalline ci ricordano l’importanza della bellezza delle acque e la loro funzione attrattiva nei riguardi dei turisti.

Questo è un concetto che dovrebbe essere tenuto in considerazione, sul lago di Como e non solo per ragioni turistiche nell’attesa della prossima rilevazione 2021 della Goletta dei Laghi.

(a cura di Viviana Musumeci, founder di Gaiazoe.life, il sito sostenibile)

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