Fashion

Ci vuole un Phisique du role “bestiale” per essere sostenibili

Avete in mente, quando vedete in qualche luogo una donna abbigliata in maniera boho chic, con pantaloni lunghi e larghi dalle fantasie scozzesi, abbinati a maglioni di lana avvolgenti e dai colori caldi? Ecco, se vi è capitato , siete incorsi, quasi sicuramente in una donna che, più che indossare, vive nei suoi capi Phisique du Role, azienda fashion che ha sede nel famoso distretto di Carpi e la cui titolare, Alessandra Bellelli incarna al meglio lo stile dei suoi capi. Il suo brand è uno di quelli che piace alle donna poiché riesce ad abbinare romanticismo e praticità; materie prime di qualità e disegni e forme che non passeranno mai di moda.

Gaiazoe ha intervistato Alessandra per parlare di sostenibilità:

 

Innanzitutto, come affrontate il concetto di sostenibilità come azienda?

Io credo che essere veramente e completamente sostenibili in questa società sia pura utopia, ma se tutti facciamo piccole cose contemporaneamente insieme il risultato potrebbe sorprenderci. Nel nostro caso,  la maggior parte delle materie prime sono italiane, se il fornitore ce lo consente, sul capo  apponiamo anche l’etichetta di quest’ultimo, anche perché ormai molte aziende italiane seguono già un protocollo green, ( ad esempio Tollegno, o Filitaly). Se poi sono interessanti,  ci capita anche di scegliere anche tessuti riciclati o di aziende che applicano economie circolari come Bonotto. Se le materie prime sono di origine extra Unione Europea, le tingiamo o stampiano in Italia, anche a Carpi, da aziende conformi ai protocolli (Stellatex). Indichiamo queste informazioni sui capi, se il fornitore ci autorizza con sue etichette, sulle cartelle colori, indicando chi ha tinto o chi ha stampato.

Sempre in termini di sostenibilità, realizziamo la produzione nel distretto carpigiano per cui a km zero. Non utilizziamo grucce di plastica e questo ci consente di ridurre la dispersione di questi prodotti, non usiamo il cartone per i bauletti, riducendo l’ingombro sui mezzi di trasporto dei corrieri.

 

Come comunicate il vostro approccio sostenibile alla vostra clientela?

Lo facciamo attraverso i cartellini e le etichette sui capi e sulle cartelle colori in modo tale che all’atto dell’acquisto il retailer può spiegarlo al cnosumatore finale e sui social

 

Pensi che la sostenibilità sia un elemento che rende i marchi più apprezzati?

Il prezzo e il brand sono ancora una discriminante, tuttavia i nostri clienti non sono fashion addicted, ma colti e attenti. Si preoccupano anche della qualità del prodotto che acquistano.

 

Il 2020 è stato un anno molto difficile. Come state vivendo la situazione?

La nostra parola d’ordine è positività: sono certa che, quando la pandemia sarà finita o, quantomeno sotto controllo, torneremo a crescere. E’ anche per questo che noi continuiamo a fare una collezione di qualità  e originale. Nonostante le occasioni di svago siano molto ridotte dalla situazione attuale secondo me noi donne abbiamo anche bisogno di sentirci appagate esteticamente, per cui la nostra collezione estiva è colorata e allegra..

 

Quali progetti hai per il futuro?

Considerato il crescente business delle vendite online anche noi stiamo pianificando di incrementare la selezione dell’e-shop. Saranno capi diversi dalla collezione che hanno i negozi, per i quali privilegiamo sempre un approccio diretto, ma coerenti; magari realizzeremo una selezione di maglie speciali in cachemire che valorizzi anche il distretto. Inoltre stiamo pensando anche a una sezione re-stocking per il reciclo dei materiali e dei capi iconici.

 

La sostenibilità è importante per te anche come donna e madre?

 

Sì, fondamentale dare un’ esempio alle nuove generazioni, si parte dalla casa dove differenziamo tutto, al cibo si mangia soprattutto frutta e verdura di stagione, si va a scuola in bicicletta anche quando fa freddo, ecc, Sinceramente ora sono anche i figli che trasmettono l’importanza della sostenibilità ai genitori, sono molto informati dalle scuole, i media e i social.

(Intervista di Viviana Musumeci per Gaiazoe, il blog sostenibile)

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