Le 5 regole per imparare a pensare positivo

Siamo tornati indietro di qualche mese: anche se non si parla apertamente di lockdown, le occasioni per uscire, vista anche la stagione, si sono ridotte e se questo non si ripercuotesse su sistemi produttivi e specifici campi merceologici, non ci sarebbe nulla di male.

Di fatto, però, i pensieri sono tornati a farci incupire e spesso vi sentite dire una cosa che per molti risulta irritante e fa ottenere risultati opposti a quelli che ci si prefissa:

in molti ci dicono di pensare positivo.

E altrettante persone, quando ci provano si chiedono come si faccia perché, se non ci si è esercitati per un po’ di tempo, non è propriamente immediata come azione.

Premettendo che il nostro pensiero si articola e si esprime attraverso un nostro mindset, ovvero una mentalità che è frutto sia di pensieri propri, sia di quelli acquisiti, spesso sotto forma di condizionamento, le persone che hanno pensieri negativi, spesso sono sole o, quantomeno, si frequentano con altre persone dal mindset simile, per ritrovarsi e, soprattutto, avere conferme della propria visione del mondo. Se la mentalità viene costruita in anni e anni di vita, è chiaro quanto non sia possibile cambiare punto di vista da un giorno con l’altro, quindi, quando ci dicono di pensare positivo, non basta orientare i propri pensieri verso una spiaggia caraibica, anche perché se il proprio mind set è tendente alla negativizzazione di qualsiasi visione,  un pensiero di questo tipo, risveglierebbe, comunque, qualcosa di negativo in chi ha l’abitudine di pensare “male”.

L’attitudine al pensiero positivo o la si impara fin da piccoli, avendo la fortuna di essere cresciuti, educati e condizionati positivamente dalle persone che ci circondano, oppure, quando ci si accorge che un tipo di mindset non fa altro che condizionarci in maniera negativa, bisogna cambiare metodo e impegnarsi nell’applicarsi e nell’applicare delle regole.

E qui, Gaiazoe, vi viene in aiuto con le 5 regole per imparare a pensare positivo

  1. tutto è visione. Noi vediamo solo l’orticello che ci riguarda e lo vediamo perché abbiamo un determinato tipo di cultura ed educazione. Cambiando il punto di vista e la visione, cambia anche il risultato finale. L’oggettività scientifica esiste, ma anche i neurologi oggi sostengono che da persona a persona le percezioni possono cambiare. Insomma, un pessimista può avere qualcosa per cui essere triste anche se la giornata è soleggiata perché nel sole troverà sempre qualcosa di imperfetto.
  2. la mente mente. Vi capita di alzarvi di cattivo umore? Se la causa è un sogno brutto, ricordatevi che il nostro cervello di notte processa le situazioni e le emozioni che abbiamo vissuto durante la giornata e spesso mescola questi elementi con quanto vissuto nei giorni precedenti. Non fatevi condizionare. Il cervello è solo una macchina che in maniera casuale rimescola le carte. Convincetevi di questo togliendo potere ai pensieri.
  3. Togliete la voce alle persone che reputate cattive su cui rimuginate. Anzi, togliete il sonoro a tutti i pensieri negativi, come se foste al cinema e guardaste un film muto. La prospettiva cambia.
  4. Praticate la meditazione quotidianamente. Dedicate a quel momento, almeno, dieci minuti tutti i giorni. Questo vi consentirà di sintonizzarvi su frequenze “positive” e l’abitudine creerà un appuntamento anche per il vostro cervello che si setterà su queste frequenze e mano a mano che andrete avanti, prendendo questa abitudine, anche i pensieri negativi, arretreranno.
  5. Fate attività fisica almeno 30 minuti al giorno perché questa fa produrre sostanze naturali per il nostro corpo, abbassando il livello di cortisolo che è l’ormone dello stress.

Fate tutto questo tutti i giorni,  tenendo, magari, un diario e andate avanti per almeno 66 giorni che è il tempo necessario per il nostro cervello per memorizzare una nuova abitudine.

Sì, perché la serenità e la pace interiore si allenano.

(A cura di Viviana Musumeci per Gaiazoe.life, il lifestyle blog dedicato alla sostenibilità e al benessere)

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