Partner in crime: questo il senso dell’amicizia tra donne

L’amicizia tra donne è stata raccontata in milioni di modi nei film, in letteratura e nelle serie tv. Qualcuno ha dedicato anche libri al rapporto che può essere il più paradisiaco del mondo, quando non subentrano rivalità e gelosie.

Ma come evolve l’amicizia, può durare per sempre? Quali sono gli elementi che la lasciano intatta? E come cambia?

Il modo migliore per definire l’amicizia tra donne potrebbe essere quella locuzione anglosassone di partner in crime (che, ad esempio, poco si confà tra uomini perché il genere maschile è abituato alla relazione tra compagni, dove esistono delle regole non scritte che vengono rispettate, ma difficilmente, l’amicizia tra uomini può essere descritta come qualcosa di coinvolgente in maniera viscerale, sentimento che invece può, invece, descrivere bene il rapporto tra due donne).

Negli anni, quando le vite prendono strade diverse, gli impegni affollano l’agenda, le relazioni matrimoniali e similari assorbono le nostre vite, è naturale che i rapporti possano diradarsi, eppure ci sono amicizie che riescono a sopravvivere alle barriere del tempo. Complici i social, i telefonini, i corsi di yoga e pilates e whatsapp, ci si può sempre tenere in contatto con le amiche del cuore e condividere pezzi di vita, ma come si animano le conversazioni e quando vale la pena valorizzare e difendere questo tipo di rapporto?

Se avete bisogno di avere l’approvazione della vostra amica del cuore, anche se avete 40/50, probabilmente non siete uscite dalla fase adolescenziale, questo significa anche che il rapporto non è pienamente adulto., ma qui si parla proprio di rapporto tra adulti. Le amicizie tra donne basate sulla singletudine imposta dagli altri, per dirla in maniera ironica e leggera, non è destinata a durare. Si può viaggiare, trascorrere tanto tempo insieme per silenziare la solitudine, ma non appena una delle due si trova impegnata in una relazione stabile, l’altra, andrà alla ricerca di un’altra amica o di un fidanzato.

No, qui si sta parlando di amicizia vera, quella fatta di rispetto, dialogo, ma anche silenzi lunghi e assenze per poi esserci di nuovo, quando si alza la cornetta e si riprende la conversazione interrotta 3 anni prima, come se fosse accaduto solo ieri. Parliamo di relazioni con persone che possono dirci francamente che stiamo sbagliando, ma che continueranno a esserci amiche, anche se continueremo sulla strada dell’errore; di persone che se le chiami alle 4 del mattino, alzeranno la cornetta (ma meglio farlo solo per situazioni effettivamente urgenti per non mettere alla prova la maturità del rapporto perché se a 20 anni si può fare, anche perché la gioventù ci consente di coricarci tardi e alzarci altrettanto tardi, dopo i 40 le ore di sonno perse, diventano un arma di distruzione di buon umore e non solo quello).

Quello che invece non fa bene è l’amicizia riempitiva, quella che ti fa sentire ancora più sola, perché ti “devi” accontentare di una persona che ti stia a fianco senza che ti migliori. Perché in amicizia ci deve essere anche questa ambizione, quella di avere una partner in crime che ti spinga a dare il meglio e a essere la migliore versione di te stessa, pena il rimanere al palo del ricordo adolescenziale. Tempo che non tornerà più. Grazie al cielo (Viviana Musumeci per Gaiazoe.life*)

 

(*Gaiazoe.life il primo vero blog sul lifestyle sostenibile)

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