Lo showroom diventa virtuale e impatta meno

Il settore della moda è stato uno di quelli più colpiti dal lockdown dovuto al covid19. Gli scenari sono cambiati e molti designer si sono detti disponibili, anzi hanno auspicato, dopo anni di sprechi e inquinamento, un ritorno a una comunicazione della moda più rispettosa dell’ambiente. E’ per questo che IDEE Brand Platform ha ideato una piattaforma che risponde ai mutamenti socio economici odierni Tora Tora, uno showroom multibrand focalizzato su designer emergenti e brand di ricerca dei grandi gruppi del settore, che rappresenta la risposta concreta ad un nuovo approccio distributivo.

Gaiazoe ha intervistato Alex Albini CEO della società:

 

Perché avete deciso di avvicinarsi alla sostenibilità? E’ una richiesta del mercato o una scelta dell’azienda?

[AA] ci sembra doveroso verso il mondo in cui viviamo. È da tempo ormai che le regole di base di business appaiono obsolete rispetto agli eventi che stanno accadendo nel mondo in termini ambientali e di stile di vita delle persone. All’interno di IDEE la vediamo come un’opportunità: abbiamo l’opportunità come generazione di modificare il nostro rapporto con l’ambiente, di cambiare le regole di lavoro (del rapporto con dipendenti e collaboratori) e di essere utili alla società. La domanda che ci siamo posti è perché non provarci? Abbiamo l’età e le competenze giuste per farlo.

 

In cosa consiste esattamente la sostenibilità per voi e come viene attuata?

[AA] sostenibile è prima cosa un approccio mentale. in termini aziendali significa riuscire a trovare un balance corretto tra la sfera economica, sociale ed ambientale. Ancora non vi è chiarezza a livello legislativo e molte aree lavorative sono ancora scoperte in termini normativi. Pertanto l’azienda deve aiutare ogni singolo individuo che ci opera attorno a pensare in tal senso. Come IDEE stiamo investendo in termini digitali, sia attraverso una piattaforma di vendita B2B online, sia su delle nuove iniziative in termini legati allo sviluppo della blockchain, in cui personalmente credo molto, per avere una trasparenza maggiore dei brand che proponiamo e spero che questo progetto possa dare i suoi frutti nelle prossime stagioni.

 

Quali sono i brand sostenibili che saranno rappresentati da questa nuova modalità?

[AA] ad oggi sono il 25% dei brand che gestiamo o che rappresentiamo. Ci siamo preposti l’obiettivo del 50% entro inizio 2021 e del 80% entro la fine dello stesso anno. La blockchain aiuterà molto in tal senso in quanto potrà essere uno strumento guida per i brand e un sistema oggettivo di valutazione per i buyer ed i consumatori finali.

 

Anche il digital ha un costo in fatto di sostenibilità: perché questo sistema risparmierebbe impatto sull’ambiente?

[AA] la nostra piattaforma digitale riguarda il canale b2b ed avrebbe un impatto positivo in termini di minor spostamenti delle persone e di velocità dei processi. La sustainable blockchain che stiamo sviluppando migliorerebbe invece la consapevolezza dei brand (e spronarli a far “le cose meglio”) e dei buyer.  La moda ha “usi e costumi” congelati da decenni e come in tutti settori dal “si è sempre fatto così” si deve pian piano cercare di modificare il modo di pensare e lavorare. La trasformazione digitale sta ridefinendo molti lavori, stili di vita e modi consumo. Sta a noi fare in modo che il digitale sia un alleato della sostenibilità ed uno strumento a sostegno della società, dell’ambiente e dell’economia e non uno mero strumento di sfruttamento economico. (Testo raccolto da Viviana Musumeci)

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