Rudy: 100 anni di storia italiana di essenze e beauty

Spesso noi italiani lo dimentichiamo: il nostro Paese è ricco di aziende familiari che hanno iniziato a lavorare partendo dalle fondamenta e oggi, grazie alla qualità del lavoro svolto da diverse generazioni, sono il fiore all’occhiello della nostra cultura aziendale, come la famiglia Calabrese che è giunta alla 4a generazione e porta avanti con la stessa passione del fondatore Spiridione Calabrese, l’azienda di famiglia Rudy, fondata proprio 100 anni fa e specializzata nella produzione di profumi e non solo.

Ma chi era questo bisnonno?Spiridione Calabrese è stato un uomo di ingegno e lungimirante,che inizia la sua avventura di profumiere dedicandosi alla miscelazione di tinture per capelli fino a sperimentare e realizzare la formula per fondere e solidificare le polveri pressate per colorare le labbra, creando il rossetto in stick come lo conosciamo oggi. La sua intraprendenza e il successo gli vale la carica di Commendatore del Lavoro e lo spinge ad ampliare la sua attività realizzando fragranze di lusso tra cui “ Preludio Romantico” il primo profumo a marchio RUDY PROFUMI e nuovi prodotti venduti nelle antiche drogherie con il nome UBERY. A queste linee si affianca il progetto design delle bottiglie brandizzate ad opera del figlio Antonio; oggi l’intuizione di un uomo dei primi del ‘900 è una azienda di successo presente in più di 30 paesi nel mondo. Le pubblicità radiofoniche, le locandine di allora e gli originali packaging sono spunto creativo nella comunicazione beauty attuale.

Gaiazoe ha intervistato Cristina Calabrese, una delle nipoti che si occupa dello sviluppo delle nuove linee e tendenze:

Siete un’azienda familiare di lunga data: a che generazione siete e chi lavora in azienda?

Siamo giunti alla IV generazione. Attualmente lavoriamo noi che siamo i figli di Antonio e una nipote. Il nostro compito è di portare avanti i valori trasmessi da nostro nonno, mantenendo la qualità delle materie prime e del prodotto finale, ma dimostrando di essere sempre in evoluzione per regalare ai nostri clienti prodotti dalla formulazione originale, attenta alla ricerca e rispettosa dell’ambiente.

Come lavorate tra di voi, visti i rapporti di sangue che vi legano?

Ci riteniamo fortunati in quanto grazie all’educazione ricevuta dai nostri genitori ed essere
cresciuti insieme, sia in famiglia che nel lavoro, riusciamo a lavorare e collaborare in armonia
nel rispetto dei nostri ruoli; il nostro costante obbiettivo è mantenere l’eredità lasciataci dai
nostri genitori e cercare di portarla avanti tenendo il passo con i tempi. Certo non mancano
le discussioni ogni tanto come in tutte le buone famiglie, ma da queste scaturiscono nuove
idee che vengono poi portate avanti insieme.

Quali sono le caratteristiche di Rudy e dei suoi prodotti?

Ciò che ci caratterizza e che ci è stato tramandato dal fondatore, il nonno, e da nostro padre
è la creatività, mai la banalità, il cercare di dare ad un prodotto di consumo un “abito” che lo
renda unico ed attrattivo, che si faccia riconoscere in mezzo a tanti e che abbia una sua
identità. Nostro padre disegnava i flaconi di profumo e cercava sempre di dar loro una
personalità all’interno di un oggetto; si trattava di profumeria artistica e non per niente tante
creazioni di Rudy sono in mostra al Museo del Profumo insieme a tante firme celebri.

Che tipo di attenzione viene posta all’ambiente o alla natura o agli animali, nella produzione
dei cosmetici?

La nostra è una piccola azienda attenta soprattutto all’eticità ed onestà. La sostenibilità non
si applica solo attraverso i materiali utilizzati, ma si trasmette anche con il rispetto dei
collaboratori, ricorrendo a fornitori Italiani, e rispettando la nostra filiera Made in Italy.
L’onestà verso il consumatore la esprimiamo informandolo con trasparenza senza
acclamare i “non contiene” ma dicendo cosa contiene il nostro prodotto. La nostra umiltà è
quella di rimanere fedeli alle nostre radici ed ai nostri ideali.
Per gli animali, che dire… abbiamo una linea di detergenza per cani, DoggyHair il suo
nome, nata proprio per il nostro amore per loro che fanno parte della nostra quotidianità; una
linea che è stata pensata come se fossero prodotti per bambini per cui sicuri, naturali e
divertenti, difatti dopo l’utilizzo possono essere riutilizzati come gioco, in un’ottica di
sostenibilità circolare. I nostri amici pelosetti sono per noi come bambini da coccolare, far
divertire, ma soprattutto da rispettare.

Qual è il valore aggiunto di questi prodotti?

Il valore aggiunto è sicuramente la loro unicità determinata dal packaging che curiamo con
cura spasmodica. Vogliamo trasmettere al consumatore la bellezza, oltre ovviamente alla
qualità del contenuto. I nostri sono prodotti che si fanno scegliere per la loro bellezza e si
fanno ricomprare per la loro qualità. Abbiamo collezioni una diversa dall’altra, ci piace
essere poliedrici e fantasiosi, ma questo fa parte del DNA di noi Italiani, eclettici, eleganti e
fantasiosi per natura.

Vostro nonno è l’inventore del rossetto in stick. Che aneddoti può raccontarmi a questo proposito?

L’azienda è nata del 1920, subito dopo la prima guerra mondiale, e questo periodo ha portato gli imprenditori a ingegnarsi con quel che avevano a loro disposizione, dovendo occuparsi di
tutto. Oggi le aziende hanno figure differenziate per ogni settore dell’azienda, ma a quel tempo
chi aveva più genio e fantasia poteva crearsi un suo mercato, per cui il nonno cercava di
dare alle donne del dopoguerra la possibilità di avere dei prodotti di bellezza creati con
quello che si poteva recuperare, per donare a loro un nuovo sogno, una nuova immagine di
sé stesse…voleva a suo modo contribuire ad infondere nuova fiducia verso il futuro.
Per cui trovò il modo di creare il rossetto in stick che prima di allora era venduto in scatoline
di metallo, una versione comoda da portare con sé anche per un ritocco senza sporcarsi le
mani. Aveva creato uno smalto colando le pellicole cinematografiche, il lapis per creare la
riga nera che partiva dal tallone e su per tutta la gamba per creare l’effetto calza di seta che
solo poche donne potevano permettersi, dei bigodini usando altri materiali di riciclo per
creare boccoli ed onde. ( a cura di Gaiazoe)

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