Nessuno tocchi Daniela Santanché (a proposito di body shaming)

Daniela Santanche via fnsi

Sembra strano, doverlo fare nell’anno domini 2020, ma ancora oggi le donne (più degli uomini) sono attaccate, spesso da programmi televisivi con un bacino di audience elevatissimo, per le loro scelte in fatto di corpo: se la scorsa settimana Striscia la notizia è stata accusata di aver bullizzato la giornalista Rai Giovanna Botteri per le sue scelte tricologiche (con “altissimi livelli di satira”, il programma spiegava come la giornalista avesse deciso, finalmente, di farsi uno shampoo per andare in onda a Che tempo che fa con Fabio Fazio), ieri sera, forse pensando a una bizzarra rappresentazione di par condicio, la stessa trasmissione, in un servizio su Alessandro Sallusti direttore de Il Giornale, in cui veniva ripreso durante numerose dirette con alle spalle delle composizioni a base di frutta e verdura realizzate dalla sua attuale compagna Patrizia Groppelli, veniva sottolineato dal noto tg satirico, neanche tanto in punta di piedi,  mostrando una foto di repertorio che lo ritraeva in compagnia della sua ex compagna, Daniela Santanché, come prima fosse abituato a frequentare “plastica”, facendo riferimento ai presunti o reali interventi estetici di quest’ultima.

Per questo ho voluto fare un esperimento “social/logico” sul mio account di Facebook e sottolineare, non tanto il trash della trasmissione spacciata per un tg televisivo, quanto semmai, il fatto che, la scorsa settimana tutte le bacheche fossero piene di metaforici “Je suis Giovanna”, mentre a oggi, nessuno si è schierato con la Santanché ( ndr non che avessi bisogno di fare l’esperimento, per capire la ragione, ma le guasconate mi piacciono e la risposta la conoscevo già prima di scrivere il post).

Ma ecco che cosa è emerso dai commenti:

  • senza citarli dettagliatamente (ndr. chiedetemi amicizia e li vedrete con i vostri occhi), il primo elemento che emerge è che la Santanché non è degna di essere difesa. In uno Stato di diritto come il nostro, dove anche il peggiore dei pedofili e assassini ha diritto a un avvocato difensore, chi esprime idee, anche provocatorie e aggressive, è degno di essere insultato. A molti risulta antipatica ( ndr. alla fine dirò cosa penso della Santanché), è terribilmente connotata a destra, quindi tendenzialmente fascista. C’è chi avrebbe voluto insultarla, ma si è contenuto poiché la mia bacheca è rinomata per non consentire tafferugli digitali e insulti nei riguardi di chicchessia poiché non amo la bagarre, a differenza di molti acchiappa clic.
  • un altro elemento che emerge è: “Ma tu guardi quel programma orrendo?” come a dire che la colpa sia di chi guarda, sapendo benissimo, peraltro, che se mi capita di vederlo, di certo lo faccio con strumenti diversi da chi è un fan accanito della trasmissione. La verità è che ho una figlia che in questo momento (sarà l’isolamento?) vuole vedere gli striscioni di Militello e per questo, assisto con lei per spiegarle cosa vede in quel programma ( ndr immagino che tutti i genitori di pargoli giudicanti affrontino l’educazione mediatica nello stesso modo e non come dicono le statistiche, mollandoli davanti a un tablet per non avere scocciature, n’est-ce pas?)
  • altro commento ricollegabile, parzialmente a quello precedente: eh, ma si sa, Striscia fa così. Alternato a molti, Striscia è vergognoso e inguardabile. Quindi, di fatto, Striscia, secondo i benpensanti ha la patente per poter prendere di mira il corpo di alcuni personaggi, ma non di altri.

Per farla breve, nessuno, nemmeno chi criticava, nominalmente la trasmissione, ha fatto accenno al nome e al corpo della Santanché difendendola espressamente. Voglio dire: dei personaggi il grande pubblico conosce “solo” l’immagine, non la vera indole, personalità e carattere:pertanto, nessuno di quelli che hanno insultato o difeso la Botteri ( a parte amici, parenti e colleghi) la conoscono veramente. Stessa cosa si può dire anche di Daniela Santanché, eppure, sulla mia bacheca, a parte una persona che ha dichiaratamente detto:

Se ( il bodyshaming) è diretto contro la Santanche’, la Meloni, il pelato arrapato (vedete che si capisce gia’?) Giuliano Ferrara, quell’obesa della Maglie, le orecchie da cavallo di Prince Charles o quel nano di Brunetta, è satira; se per caso pigli per il culo qualcuno dell’altra parrocchia, sei una stronza che fa body shaming. La verità è che da Pierino in avanti, certe caratteristiche fanno ridere il popolo e gli autori di satira (almeno quelli base uno) un po’ dovrebbero cavalcare l’onda. Personalmente: se piglio per il culo quelli a sinistra (non per il fisico) mi prendo della fascia. Se lo faccio con quelli di destra divento una zecca. Divertentissimo eh?”

 

nessuno l’ha difesa, quantomeno, il suo corpo e le sue scelte.

 

Pare banale ricordare che il bodyshaming (QUI LA DEFINIZIONE DELLA TRECCANI) è una azione che è rivolta a uomini e donne, di qualsiasi estrazione sociale, culturale e anche politica. Che ci piaccia o meno. E quando difendiamo una persona solo perché ci è simpatica o pensiamo che sia più degna di essere difesa per affinità personale e insultiamo o giriamo la testa, quando, invece, la stessa azione colpisce persone che sono lontane da noi per ragioni culturali o altro, non siamo diversi dagli haters che condanniamo.

 

Ps non sono di destra, non condivido nessuna delle posizioni politiche di Daniela Santanché e fino a questo momento non ho fatto interventi, nemmeno piccoli, di chirurgia estetica (nemmeno punturine o ritocchini) e credo che mai li farò, anche se mai dire mai. Detto questo, giù le mani da Daniela e dal corpo delle persone! (Viviana Musumeci)

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