Mindfulness: il potere nascosto del labirinto

Chissà quante volte avete visto un film in cui il labirinto era al centro della storia, rappresentandone il fulcro narrativo o l’escamotage per entrare nella mente di uno dei personaggi. In Shining, il labirinto è il non luogo fatto di follia in cui Jack Torrance cerca di uccidere la sua famiglia, ma ne rimane intrappolato fino alla morte (loro si salvano allontanandosi dall’alienazione mentale del protagonista); in Orlando di Sally Potter è il luogo della trasformazione. Nel film omonimo interpretato da David Bowie e da Jennifer Connelly, ispirato anche ad Alice Nel Paese delle Meraviglia, questo non luogo metafisico è lo spazio in cui la giovane protagonista e chiamata a scegliere se crescere o rimanere eternamente bambina. Insomma il labirinto ha un forte potere archetipico e per sua stessa natura viene identificato con i meandri del cervello.

Forse è anche per questo che il labirinto può essere utilizzato (sia fisicamente, sia virtualmente) per la meditazione.

  1. Entrare in un labirinto ha il potere di calmare e quietare gli animi, mettendo in collegamento l’emisfero sinistro del cervello con quello destro, ovvero passando dalla logica alla rilassatezza che sta alla base della meditazione. Questo aiuta anche a sviluppare il vero potenziale della mente, ovvero quando i due emisferi si muovono (quasi) all’unisono. Per cercare un labirinto, è possibile connettersi al sito della Labyrinth Society  . In Italia quelli più noti sono quello del Parco della Preistoria vicino a Cremona, il castello di Donna Fugata a Ragusa, quello della Masone (Parma).
  2. Se non si ha la possibilità di accedere a un vero e proprio labirinto, forse non lo sapevate, potete crearne uno voi. Su una spiaggia, oppure in montagna, in campagna, se avete uno spazio all’aperto. Lo si può creare anche in uno spazio chiuso, delimitandolo con dei piccoli oggetti.
  3. Potete costruirvi un dedalo mentale su una tavoletta di cartone oppure su un foglio di carta e tenerlo, persino, in borsa, estraendolo ogni volta in cui ne avete bisogno (ad esempio, se siete in treno o in macchina, ma non state guidando voi, ça va sans dire)

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