Carla Gozzi: il vintage vive una seconda vita

Carla Gozzi non ha bisogno di presentazioni: fashion consultant e coach, ha alle spalle anni di studio e di lavoro a stretto contatto con grandi brand della moda. Negli ultimi anni è diventata famosa grazie ai suoi giudizi taglienti in fatto di abbinamento e abbigliamento in televisione (ndr oggi la potete vedere a Detto Fatto su Raidue con Bianca Guaccero), ma soprattutto in virtù della sua esperienza e grande amore per la moda, Carla ha lanciato lo scorso anno Second Chance, un progetto in cui lei, coadiuvata da 5 sarte esperte e alcuni “cacciatori esperti di vintage” dona nuova vita a dei capi del passato,realizzati artigianalmente (ma non di marchi famosi), trasformandoli in oggetti preziosi (già, in parte, lo sono) e unici.

Il vintage è sempre esistito e ha attraversato trasversalmente diverse epoche. Che significato ha oggi?

Diciamo che oggi ha un valore maggiore, ma mi ha sempre affascinata. Negli anni 80 già lo indossavo. Mischiando capi di marchi famosi con quelli di sarte che realizzavano a mano i vestiti. Io lavoravo già nel mondo della moda e quindi indossavo questi capi, non senza aver fatto ricerca, prima, tanto che molti abiti li possiedo ancora nel mio archivio personale.  Col passare degli anni, il concetto di vintage ha acquisito un significato più importante, Oggi voglio aiutare le persone che si avvicinano a questo ambito perché non sempre una persona è in grado di abbinare i capi o di sistemarli.

 

Come lavorate questi capi?

Cerco capi di sartoria ovvero pezzi unici. Poi ogni capo viene valutato da me e dal mio team. Ognuno di essi ha una sua taglia e le modifiche sono basate sulla taglia stessa, senza cambiare.. Magari rendiamo un vestito più sciancrata oppure cambiamo le maniche.. Oltre alle modifiche di stile facciamo anche altri interventi più pratici: zip, bottoni, manutenzione vera e propria, sostituendo questi elementi con altri uguali.. Io mi rivolgo sempre a rifornitori di vintage quindi cerco gli stessi bottoni o zip o altro.

 

Perché questo tipo di vintage piace alle sue clienti?

Perché sono in grado di capire il valore di questi capi. Non solo: all’epoca i tessuti erano qualitativamente migliori. Erano davvero bellissimi. E loro cercano qualcosa di unico. E’ chiaro che i capi che vendiamo (anche abbinati in outfit) abbiano un costo maggiore rispetto alla media, ma chi sceglie questi capi, sa bene cosa acquista.

 

Come acquirente di vintage, qual è la sua epoca preferita?

L’epoca che mi piace di più è quella della fine degli anni 60, quella di Jackie Kennedy, per intenderci. Gonne strutturate, tessuti consistenti e colori sgargianti. Mi piacciono anche gli anni 70, ma quelli sul finire ei 60 e poi gli 80 di Thierry Mugler e Nina Ricci.ine. Alcuni di questi capi che possiedo ancora nel mio archivio, li indosso proprio a Detto Fatto.

 

Come tratta gli abiti vintage che acquista per le clienti?

Ogni capo ha la sua storia e li acquistandoli da fornitori fidati che conosco. Ogni capo viene anche raccontato in atelier alle clienti e spesso è proprio questa che le conquista. Io poi corredo i vestiti di una cart di identità che ne traccia l’origine. (Viviana Musumeci)

 

 

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