Australia in fiamme: una testimonianza vera (INTERVISTA)

Abbiamo letto nelle ultime settimane moltissimi articoli dedicati agli incendi in Australia, fuochi che, peraltro, non si sono ancora estinti. La pioggia è arrivata qualche giorno fa, dando sollievo ai vigili e ai volontari impegnati a salvare persone e animali, ma la situazione è sempre grave.

Qualche giorno fa la critica d’arte australiana, Vashti Ali, che da anni vive e lavora in ITalia a Milano, mi ha raccontato quanto ha visto con i suoi occhi durante il suo soggiorno natalizio. Le ho chiesto di condividere con GaiaZoe.life il suo racconto perché non sempre i giornali sono in grado di trasferire le emozioni di chi vive esperienze apocalittiche come quella di questo vasto incendio.

Quando ti sei recata in Australia e per quanto ti sei fermata?

Sono stata in Australia dalla fine di novembre dello scorso anno fino a gennaio 2020. In questo momento ricordo che in Australia siamo in estate.

 

Che situazione hai trovato e come si è evoluta nei giorni?

A Sidney, quando siamo arrivati, il clima era terribilmente secco., più del normale. Poi, ci siamo spostati al nord dove dovevo partecipare a un matrimonio. Abbiamo viaggiato per circa 750 chilmetri attraversando zone devastate dal fuoco. Il matrimonio si è celebrato in una piccola cittadina dove le restrizioni sull’acqua erano al massimo livello di allerta.  Poi, ci siamo spostati ancora più a nord nel sud est del Queensland per raggiungere la fattoria dei miei zii. Lì ho trascorso molte vacanze da piccola e sono rimasta sconvolta da ciò che abbiamo visto: c’era solo bestiame sporco che stava per morire o che era già morto. Al ritorno a Sidney abbiamo visto ulteriori paesaggi devastati dal fuoco e cenere ovunque.

A Melbourne e a Sidney l’aria era pesante e si faceva molta fatica a respirare. Molte persone indossavano la maschera. Niente cieli azzurri che sono caratteristici in estate. Solo orizzonti brevi e tendenti all’arancione sporco. E’ stata un’esperienza terribile anche perché Sidney è stata letteralmente circondata dal fuoco per settimane.

australia

Che situazioni hai trovato in tutti i viaggi che hai fatto nella tua terra?

La situazione era sempre la stessa: venti caldi e secchi, odore di fumo, boschi rasi al suolo dal fuoco. Solo in pochissime occasioni ho avuto modo di vedere dell’erba ancora verde. L’unica via di fuga a Sidney era la spiaggia, ma anche lì c’era tanto fumo.

 

Qual è la ragione di questi incendi? Qualcuno ha parlato di incendi appiccati, altri di surriscaldamento globale…

Gran parte dell’Australia (ad eccezione del nord ove il clima è  tropicale) è stata in preda alla siccità per un lungo periodo e in alcune zone, per anni, non c’è stata pioggia. Tuttavia è negli ultimi 5 anni che l’Australia ha registrato i suoi anni più caldi. È  ampiamente noto che i cambiamenti climatici sono stati molto significativi nel causare questi incendi. Le aree tipicamente secche di Tinder hanno subito un incremento in quanto a incendi e i vigili del fuoco non hanno dubbi sulle origini del fenomeno: climate change.

Cosa pensano gli australiani di questa situazione e come si sta comportando il governo?

 

Gli australiani sono generalmente scioccati dalla situazione. Molti riconoscono che questa situazione non è per nulla normale. Persino al nord dove il clima è temperato, il clima sta diventando più desertico.  Venti caldi e secchi, caldo intenso durante il giorno, bassa umidità e notti più fredde rappresentano bene questo cambiamento. Le persone che sono state coinvolte in evacuazioni di massa nelle aree colpite, quelle che hanno perso la casa, quelle che hanno perso i loro cari, i volontari e i vigili del fuoco professionisti, ovviamente, sono state profondamente colpite. Ma la copertura televisiva delle scene devastanti era costante ed estesa e coloro che non erano direttamente testimoni delle fiamme non potevano certo sfuggire a tutto.

Il governo in questa situazione si è comportato negando che la questione sia legata al cambiamento climatico.  I  leader del governo hanno proclamato che questa situazione non altro che una conseguenza della stagione estiva. Tutto questo per loro è in conformità con il normale modello climatico del continente australiano. Il nostro governo ha anche rifiutato di ridurre le emissioni, come osservato di recente a Madrid. L’Australia è uno dei maggiori produttori di gas serra pro capite al mondo e insieme all’India e alla Cina tra i maggiori esportatori di combustibili fossili. Il governo rimane totalmente impegnato nell’estrazione di combustibili fossili e ha sottoscritto progetti come il progetto ADANI (magnate dell’estrazione dell’India) nell’area del bacino della Galilea, nel Queensland centrale. Se ciò andrà avanti sarà la più grande miniera del suo genere al mondo ed è situata nel bacino idrico sotterraneo che fornisce acqua a gran parte dell’Australia.

australia fire

Che percezione c’è in Australia della sostenibilità?

 

Molti australiani sono preoccupati per le  risorse idriche. L’Australia è il continente più arido della terra e molti mettono in dubbio la capacità del continente di sostenere l’estrazione di combustibili fossili e la coltivazione di colture ad alta intensità di acqua come cotone, soia e mandorle. Il principale sistema fluviale è in crisi con massicce uccisioni di pesci negli ultimi 12 mesi. Anche altre industrie agricole vengono messe in discussione. Questa preoccupazione non si estende ai governi, tuttavia, che continuano a discutere di crescita, produttività e profitto per queste aree dell’economia.

Esistono gruppi di attivisti che manifestano contro lo sfruttamento delle risorse e del pianeta?

 

Certo e le loro attività sono state più evidenti nelle città regionali e, naturalmente, nelle principali grandi città con numerosi raduni e manifestazioni mentre ero lì. Tutti chiedono al governo e all’industria di riconoscere il fatto che ci sia in atto un cambiamento climatico. Tutti chiedono una transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili. La campagna Stop Adani è in corso da anni. Naturalmente una delle sezioni più significative della popolazione australiana interessata è la popolazione indigena che per migliaia di anni ha curato il paese e gestito l’ambiente in modo totalmente sostenibile. Le persone stanno ora iniziando a rivolgersi alle pratiche antincendio indigene e stanno cercando di lavorare con gli anziani indigeni per pianificare il futuro.

Qual è la cosa che ti ha colpito maggiormente di questa situazione quando eri là?

 

Penso che sia stato il modo e il tempo rapido con cui il paesaggio è cambiato inizialmente, in particolare nella fattoria dei miei zii e poi l’inquinamento atmosferico a Sidney. È stata una tale rivelazione rispetto a tutto ciò che ho sempre saputo. In Australia abbiamo sempre dato per scontato aria pulita, spazio e cieli blues brillanti. Ma tutti hanno condiviso il mio shock ed è stato incoraggiante stare con così tante persone in piazza per protestare e vedere il diffuso sostegno della comunità per le persone nelle aree colpite. Sono stata colpita molto anche dalla totale dedizione dei pompieri volontari, disgustati dall’intransigenza del governo.

I tuoi parenti come stanno e cosa ti raccontano?

La mia famiglia è ovviamente totalmente sgomenta e scioccata da ciò che sta accadendo. Riconoscono l’emergenza climatica e sono impegnati a spingere il governo e i leader del settore ad agire. Oh, e mia madre partecipa a un gruppo teatrale, i Red Rebels, che fa parte del gruppo Extinction Rebellion, un’organizzazione globale. Sono stati fantastici quando hanno manifestato sui gradini del Teatro dell’Opera!

(Viviana Musumeci)

 

ENGLISH VERSION

 

When did you stay in Australia?

I was in Australia from the end of November 2019 until 10th January 2020 i.e. 6 weeks over the summer.

What situation have you found and how has it evolved over the days?

I arrived to a noticeably dry Sydney. We travelled north the next day as we were going to attend my cousin’s wedding in southern Queensland. We travelled about 750 kms through devastatingly dry country, parts of which had already been burnt. The wedding was in a small town in a fruit growing district where water restrictions were on the highest level. We travelled from there a further 500 kms north into south-east Queensland to my uncle’s cattle farm. I had spent many holidays on this farm as a child and I was shocked by what greeted us. There was nothing but bare dirt, cattle dying (and dead) and smoke from a fire in the distance.

On our return to Sydney via the coast we saw further devastation in areas where the fires had already burnt and ash covered beaches.

The remaining few weeks that I spent in Sydney (and briefly in Melbourne) the air was thick with smoke and I found it difficult to breathe at times. Many people wore masks. Clear blue skies and the intense light which accompanies them in a normal Australian summer were absent, replaced by an orange haze and limited vision. It was frightening and totally outside my experience in Australia throughout my life. Sydney was ringed by fire to the south, west and north for weeks.

What area of ​​Australia have you been to and what differences have you found?

So in the areas I travelled to in Australia, the situation was the same. Hot dry winds, smoke haze, burnt bushland and only in a couple of isolated instances did I see green grass. The only escape in Sydney was at the beach and on the harbour and even there of course the smoke persisted.

 

What is the reason for these fires? Someone spoke of set fires, others of global warming

Much of Australia (the exception being parts of the tropical north) has been in the grip of drought for a long period and in some areas for years there has been no rain. Australia has recorded its hottest years on record in the past 5 years. It is without doubt that conditions have been hotter and drier than in previous drought periods and is widely understood that climate change has been highly significant in causing these fires. Tinder dry landscapes have gone up in gigantic flames, unprecedented in all firefighters’ experiences. Because of the longer hot dry periods in recent years and the shorter time frames that have been available to carry out hazard reduction burns i.e. managing the possible dangers and giving opportunity for regrowth, the fuel for the fires was massive. Fire experts and scientists have all noted that the specific conditions arising out of the changing climate have been fundamental to this emergency and that this needs to be understood by everyone.

Cosa pensano gli australiani di questa situazione e come si sta comportando il governo?

Australians generally are shocked by the situation. Many recognize that this is not the normal bushfire season nor the normal weather. My uncle observed that the weather is becoming more desert-like in the subtropical area where his farm is situated (south east Queensland). Hot dry winds, intense heat in the day, low humidity and cooler nights represent the shift he said.

The people who were caught up in mass evacuations in affected areas, those who lost their homes, those who lost loved ones, the volunteer and professional firefighters all obviously have been profoundly affected. But television coverage of the devastating scenes was constant and extended and those not directly witnessing the flames could not possibly escape from it all.

The government however has been a totally different matter. Throughout the intense period of the fires the Federal Government operated basically as climate change denialists. Leaders of the government proclaimed that this was a normal fire season following a drought, in accordance with the normal climate pattern of the Australian continent. When pressed by media they insisted that now was not the time to discuss anything other than practical questions of fighting the fires. They also refused to shift from their reduction of emissions policy which, as noted in Madrid recently, is the worst in the developed world. Australia is one of the largest emitters of greenhouse gases per capita in the world and together with India and China among the greatest exporters of fossil fuels. The government remains totally committed to the mining of fossil fuels and have signed off on such projects as the ADANI (Indian mining magnate) project in the Galilee Basin area of central Queensland. If this goes ahead it will be the largest mine of its kind in the world and is situated on the underground water basin that supplies water to a major part of Australia.

What is Australia’s perception of sustainability?

Many Australians are worried about our water resources. Australia is the driest continent on earth and many are questioning the continent’s capacity to sustain the mining of fossil fuels, and the growing of water intensive crops such as cotton, soy and almonds. The major river system is in crisis with massive fish kills occurring in the past 12 months. Other agricultural industries are also being questioned. This concern does not extend to governments however who continue to argue for growth and productivity and profit for these areas of the economy.

Are there groups of activists who demonstrate against the exploitation of resources and the planet?

There are a number of environmental organizations and groups of activists in Australia. Their activities have been most evident in regional towns and of course the major large cities with numerous rallies and demonstrations occurring whilst I was there. All call for government and industry to recognize the fact of climate change. All call for a transition away from fossil fuels to renewable energy. The Stop Adani campaign has been ongoing for years. Of course one of the most significant sections of the Australian population concerned is the indigenous population who for thousands of years cared for country and managed the environment in a totally sustainable manner. People are now beginning to turn to indigenous fire practices and are seeking to work with indigenous elders in planning for the future.

What was the thing that struck you most about this situation when you were there?

I think it was the weather and the changed landscape initially, particularly on the farm, and then the air pollution in Sydney. It was such a departure from what I have always known. In Australia we have always taken clean air, space and brilliant blues skies for granted. But everyone shared my shock and it was heartening to be with so many on the streets in protest and to see the widespread community support for people in affected areas. I was struck by the total dedication of the volunteer firefighter and disgusted by the intransigence of the government.

How are your relatives and what they tell you?

My family is of course totally dismayed and shocked by what is happening. They recognize this as a climate emergency and are engaged in pressing the government and industry leaders to recognize this and take action. Oh, and my mother is participating in a theatrical group, the Red Rebels, which is part of the Extinction Rebellion group, now a global organisation. They were great to watch on the steps of the Opera House!

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