Silvia Bisconti: da Raptus and Rose all’Atelier sul fiume è sempre una questione di donne

Quando si parla di professioni che si esercitano seguendo un’energia che assorbe in maniera dittatoriale, di solito si dice che si nutre una passionaccia, come se si trattasse di una ossessione insana; la verità è che ci sono persone che svolgono un lavoro perché non POTREBBERO fare altrimenti, rispondendo a una chiamata, una vocazione, come nel caso di Silvia Bisconti, creatrice del fashion brand Raptus and Rose, un marchio che parla alle donne in maniera diversa.

 

L’evoluzione di una donna

Silvia,  milanese di nascita, è un’anima libera che della libertà fa la sua firma, facendola confluire anche nel suo progetto di moda. Ha lavorato a lungo con Romeo Gigli, facendo confluire nella sua visione della moda, quella passione eterea e fiabesca dei sogni che diventano poesia; è stata direttore creativo di Maliparmi fino a quando non ha realizzato il suo sogno di avere una sua etichetta tanto da averne due, oltre a Raptus and rose, infatti, Silvia, è la creatrice de L’Atelier sul Fiume.

Silvia e la sua personale visione della moda

“Dopo 25 anni di lavoro nella Moda, come braccio destro di Romeo Gigli all’inizio, come consulente per le aziende, e direttore creativo per Maliparmi poi, e con in mezzo una lunga e variegata lista di esperienze, tra cui la personal designer per una Sheikha degli Emirati Arabi, posso dire che la mia visione è la Moda Liberata.Il progetto che ho deciso di far crescere con R&R, e che ha a che fare con tutte le donne, i loro universi unici, e la Bellezza.Raptus & Rose non crea solo abiti ma un progetto che crescendo giorno dopo giorno mi permette di realizzare tutto ciò che amo e in cui credo. La Moda Liberata, rompe e cambia le regole, ne inventa di nuove, e nella sua massima espressione fa sfilare 50 donne in piazza, tra la gente, per raccontare che con la bellezza è il coraggio si può vincere la paura.E che  davvero ogni donna può essere unica e bellissima anche nel suo momento più basso e difficile”.

 

Silvia e i tessuti

“Io compro tessuti solo in giro per il mondo, in luoghi lontani, dove la mia ricerca prende senso.
Compro con amore, con istinto e ogni tessuto mi narra ciò che sento e ciò che provi in quei luoghi.
Gujarat, al confine col Pakistan, Calcutta, Varanasi, Kerala, in India ma anche Marocco, Londra, e mille altri luoghi dove i tessuti raccontano storie di unicità e bellezza. I miei viaggi si infilano così tra le trame dei tessuti che trovo con pazienza certosina e che poi le donne indosseranno con amore e passione”.

Silvia e lo stile personale

“Usa ciò che indossi per rivelare la tua anima, per connetterti profondamente con quello che sei e che vuoi raccontare di te, gli abiti che indossi sono il tuo manifesto”.  (A cura di GaiaZoe)

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